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venerdì 28 aprile 2017

Charles Bukowski: “La schiavitù non è mai stata abolita, è stata solo estesa per includere tutti i colori della pelle”.

Charles Bukowski, prima di diventare uno scrittore di fama mondiale, lavorava per le poste degli Stati Uniti, e trovava quel lavoro estremamente noioso e mortificante.


Ed è proprio per questo che l’8 dicembre del 1986 Bukowski scrisse al suo editore John Martin che gli aveva offerto 100 dollari al mese per tutta la vita a patto che lo scrittore lasciasse il suo lavoro e scrivesse a tempo pieno:


Ciao John, grazie per la bella lettera. Non credo che faccia male, ogni tanto, ricordare da dove si è venuti. Tu conosci da dove vengo. Perfino le persone che provano a scriverne o a farci film non ci riescono.

Li chiamano “dalle 9 alle 5”. Ma non è mai dalle 9 alle 5, non c’è una pausa pranzo libera in quei posti, in effetti in molti di quei posti per continuare ad avere un lavoro non pranzi.

E poi c’è lo STRAORDINARIO e sembra che non lo registrino mai correttamente e se te ne lamenti, ecco, c’è un altro poveraccio pronto a prendere il tuo posto.

Conosci il mio vecchio detto:

“La schiavitù non è mai stata abolita, è stata solo estesa per includere tutti i colori della pelle”.
E quel che fa male è la costantediminuzione di umanità di coloro che combattono per tenersi lavori che non vogliono ma temono un’alternativa peggiore. Le persone semplicemente si sono svuotate. Sono corpi con teste ubbidienti e piene di paura.
Il colore abbandona i loro occhi. La voce s’imbruttisce. E il corpo. I capelli. Le unghie. Le scarpe. Tutto s’imbruttisce.

Quando ero giovane non riuscivo a credere che le persone potessero desiderare di rinunciare alle proprie vite a simili condizioni.

Ora che sono anziano, non riesco ancora a crederci.
Perché lo fanno? Sesso? Tv?
Un’auto a rate? O per i figli?

Figli che finiranno per fare le stesse cose che hanno fatto loro?

Tempo fa, quando ero ancora abbastanza giovane e passavo da un lavoro all’altro, ero così stupido da arrivare a dire ai miei colleghi:


“Ehi, il capo potrebbe arrivare qui da un momento all’altro e licenziarci tutti, ve ne rendete conto?”.

Loro mi guardavano e basta. Stavo ponendo una questione che non volevano entrasse nelle loro teste.



Ora nell’industria si stanno operando ampi licenziamenti (acciaierie fallite, cambiamenti tecnologici). Centinaia di migliaia di persone vengono licenziate e le loro facce sono allibite:

– “Ho dato all’azienda 35 anni…”

– “Non è giusto…”

– “Non so cosa fare…”

Non pagano mai gli schiavi abbastanza da dargli la possibilità di ottenere la libertà, solo quanto basta per sopravvivere e tornare al lavoro. Io riuscivo a vedere tutto questo. Perché gli altri no? Mi sono reso conto che la panchina del parco poteva essere un posto altrettanto buono, o anche il bancone del bar. Perché non arrivare lì da solo, prima che mi ci mettano gli altri? Perché aspettare?
Non pagano mai gli schiavi abbastanza da dargli la possibilità di ottenere la libertà
Ho scritto solo per il disgusto verso tutto questo, ed è stato un sollievo uscire da questo sistema. E ora che sono qui, un cosiddetto scrittore professionista, dopo aver dato via i primi 50 anni della mia vita, ho scoperto che ci sono altre cose disgustose oltre al sistema.Mi ricordo una volta, mentre stavo lavorando come imballatore in questa azienda di lampadine, uno degli imballatori all’improvviso disse: “Non sarò mai libero!”.Uno dei capi stava passando di lì (si chiamava Morrie) e scoppiò in questa fragorosa risata, godendosi il fatto che questo tizio fosse intrappolato per la vita…



Così la fortuna che ho avuto a tirarmi finalmente fuori da quei posti, non importa quanto tempo c’è voluto, mi ha dato una gioia, la gioiosa felicità del miracolo.

Ora scrivo da un corpo vecchio e da una vecchia mente, ben oltre il tempo in cui la maggior parte degli uomini penserebbe mai di portare avanti una cosa del genere, ma avendo cominciato così tardi sono in dovere con me stesso di continuare, e quando le parole incominciano a vacillare o e ho bisogno di essere aiutato a salire le scale e non sono più in grado di distinguere un merlo da una graffetta, sento tuttavia che una parte di me ricorderà (non importa quanto sarò andato lontano) come sarò arrivato, passando per l’omicidio e i guai e la circoncisione, fino almeno a una morte dignitosa.

Non aver sprecato del tutto la propria vita mi sembra una degna realizzazione, almeno per me.

Charles Bukowski


http://terrarealtime2.blogspot.it/2017/04/charles-bukowski-la-schiavitu-non-e-mai.html

Gabriele Del Grande: illuso o colluso?



Del Grande è tornato, dopo qualche giorno di comoda prigionia in Turchia, fermato per avere cercato di visitare zone interdette ai giornalisti.
Gabriele Del Grande da semplice blogger, dato che non ha mai fatto l’esame per entrare nell’albo, da anni si occupa di medio oriente vistando paese e culture diverse.
Suo è il blog Fortress Europe (1) , che si occupa principalmente dei migranti, e pubblica lunghi elenchi di vittime morte durante il viaggio verso l’Europa.
L’impronta buonista e globalista è d’obbligo, dato che il principale finanziatore del nostro eroe è l’Open Foundation di Soros.
E già questo dovrebbe essere sufficiente per un arresto ed una condanna, ma in molti paesi del mondo – e soprattutto in occidente – esseri del genere sono venerati ed idolatrati, come detentori dell’Unica vera Verità….
Ma cominciamo con una analisi di uno scritto di ottobre 2012 , pubblicato nel blog di Del Grande.
Immaginiamo lo stupore degli investigatori turchi, quando si sono trovati davanti parole del genere.
Poveri poveri “combattenti per la libertà, che tagliano la testa agli “sgherri di Assad” con una specie di spada…
Una lunga elegia a puntate dei combattenti musulmani, dei “combattenti per la libertà” come lui li definisce, che vengono ad aiutare i poveri siriani oppressi.
Del Grande poi sfocia in una vera e propria apologia del terrorismo, secondo me andando pericolosamente vicino alla responsabilità penale, ma dato che è Soros che lo finanzia…  Non sono terroristi integralisti, ma “appartenenti alla grande comunità sunnita…
Ragioniamo però su cosa è successo dopo il 2012. All’inizio della guerra civile in Siria, molti militari appartenenti alla maggioranza sunnita hanno disertato ed hanno iniziato una vera e propria guerriglia con l’esercito regolare, capitanato da Assad, esponente della minoranza Alawita. Già nel 2012 “l’esercito Libero Siriano” si è disgregato, ed i suoi membri sono entrati nelle varie fazioni integraliste, fazioni volta per volta finanziate ed organizzate da monarchie del Golfo, turchi, americani e si sospetta pure israeliani.
Fine dei viaggi in Siria per Del Grande, il rischio di finire sotto le mani del governo di Assad o di iraniani e Hezbollah, di cui parla così bene da giustificarne l’uccisione sul posto (in quanto “mercenari del regime“), è troppo grande.
Per compiacere il suo padrone non gli rimane che di recarsi in Turchia. Per intervistare i profughi Siriani ivi presenti: stranamente i turchi sono subito attratti da questa persona, questo giornalista che non è un giornalista, ma blogger che si avventura senza credenziali in zone proibite.
E una incredibile mobilitazione scuote tutti i media, un caos simile a quello avvenuto dopo la morte di Regeni. Ma cosa ha di così attraente questo ragazzo, da farlo trattenere diversi giorni, continuamente interrogato dalle autorità turche? Cosa ha di così interessante, da spingere addirittura la fondazione di Soros a finanziare il suo blog, pieno di liste di migranti morti in mare e poco altro?
Che sia Gabriele a parlare per Gabriele, dunque.
Il buon Gabriele conosce personalmente alcuni degli organizzatori della iniziale primavera araba di alcuni anni fa. Manifestazioni “spontanee” volute dagli USA (cioè da loro finanziate). Ma dove sono finiti questi “innocenti idealisti” scacciati dalla deriva islamista che ha portato prima molti militari siriani di fede sunnita a disertare e poi li ha fatti confluire nelle organizzazioni salafite? In Danimarca, Belgio , Germania, per esempio. Questo coordinamento sparso per l’Europa aiuta a far attraversare avanti ed indietro il confine turco siriano ad “attivisti”. Attivisti che noi immaginiamo intenti a brandire fotocamere e taccuini, mentre non abbiamo il coraggio di vedere cosa esattamente impugnano: fucili di precisione e spade per tagliare la testa agli “sgherri del regime“.
Sicuramente questi ragazzi sparsi per l’Europa, potranno essere gli unici rappresentanti della società civile siriana a potersi fregiare dello status di “laico”, e a rappresentare, nel nuovo governo di dopo la guerra gli interessi occidentali. Una specie di “Generazione Erasmus” ma un filino più cazzuta, pur se impregnata del “buonismo” e del “politicamente corretto”, i veri cancri della società civile europea.
Gente che non penserà un momento a veder calpestare l’intera nazione siriana dal globalismo e dalla finanza, basta che sia garantito il diritto di passaggio ai migranti e che finalmente anche i froci musulmani possano sposarsi.
E tutti gli altri? La stragrande maggioranza? Quelli che non sono migranti in ciabatte semianalfabeti o froci?  Che si fottano.
Capito adesso come mai i turchi e Soros erano così interessati? E capite come mai non sia tanto contento della sua liberazione?
By Nuke “il pazzo” di Liberticida
(1) http://fortresseurope.blogspot.it
http://liberticida.altervista.org/gabriele-del-grande-illuso-colluso/

Procura Catania. ‘Le ong sono finanziate dagli scafisti’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-28.

Al Capone . Scheda Segnaletica.

Cerchiamo di chiarire innanzitutto i fatti accertati e le frasi pronunciate.

Carmelo Zuccaro. Procuratore di Catania.

«alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti di uomini …. le finalità potrebbe essere quella di destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi»

*

«La Procura di Catania ha delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove, neppure quella sui loro finanziamenti»

*

«alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti»

*

«Ci sono dei natanti di Ong che superano i confini delle acque internazionali, staccano i transponder (i segnalatori satellitari, ndr) per non farsi localizzare e rendersi invisibili a chi li deve monitorare. Vi sono Ong che prendono chiamate dalla Libia in cui si dice: Stiamo per mettere in mare i gommoni, intervenite!»

*

«Alcune agenzie che non svolgono attività di polizia giudiziaria (intendendo cioè dei servizi segreti, ndr), hanno documentato i contatti ma si tratta di atti che non posso utilizzare processualmente, anche se mi danno la conoscenza certa che questo avviene»

*

Luigi Di Maio. Movimento Cinque Stelle.

«Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo»

*

Matteo Salvini. Leader lega Nord.

«bisogna arrestare i trafficanti e affondare tutte le navi usate!»

*

Andrea OrlandoGuardasigilli. (PD).

«la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna»

*

«Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione»

*

«la visione degli operatori delle Ong che sono tutti al servizio degli scafisti, come detto da qualche aspirante statista, non va bene»

*

Marco Minniti. Ministro degli Interni. (PD).

«Vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Deve esserci una rigorosa valutazione degli atti»

*

«la commissione Difesa del Senato sta svolgendo una serie di audizioni, e ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio»

*

«generiche accuse non suffragate ancora da riscontri concreti»

*

Vincenzo Melone. Comandante generale della Guardia Costiera.

«chi ha ricevuto per primo la chiamata di emergenza ha l’obbligo giuridico di proseguire nell’attività di soccorso»

*

«la violazione di tale obbligo, oltre alle implicazioni di ordine morale, prevede conseguenze penalmente rilevanti»

*

La Stampa. Giornale.

«La sua indagine poggia sui report di alcuni servizi segreti – quello tedesco e quello olandese – che da mesi monitorano alla loro maniera le comunicazioni da e per la Libia. Si sono mossi, i servizi d’intelligence del Nord Europa, attraverso le navi militari inquadrate nel dispositivo europeo Eunavformed-Sophia e attraverso alcuni natanti fantasma. Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati»

* * * * * * *

Dal nostro sommesso punto di vista, le procure della repubblica fanno più che bene ad indagare ogniqualvolta ricevano denuncie oppure vogliano chiarire se in una certa quale situazione siano o meno accaduti fatti penalmente rilevanti: è questo un loro preciso dovere.

Nel converso, sempre a nostro modo di vedere, le indagini dovrebbero essere sempre coperte da un segreto istruttorio. Qualora i giudici inquirenti ritengano di avere in mano prove probanti, allora rinviino a giudizio, perché un Tribunale accerti, sentite le accuse e valutate le difese, fatti e responsabilità.

Sempre a nostro parere, ai magistrati inquirenti dovrebbe essere proibito rivelare fatti istruttori in corso di indagine, massimamente in conferenze stampa oppure in interviste televisive.

Infine, la politica dovrebbe tenersi ben lontana dai procedimenti giudiziari.

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Di questi giorni un Procuratore della Repubblica ha avanzato severe accuse contro le ong, e non solo loro, di essere finanziate e corrotte dal denaro degli scafisti o, meglio, dei loro mandanti.

Se da un punto di vista logico formale la cosa non sorprende – sarebbe invero impossibile organizzare simili migrazioni di massa senza connivenze o combutte – si resta sorpresi di diversi elementi emersi:

– Oltre alle indagini della procura, esisterebbero report di intelligence che avvalorerebbero la tesi della connivenza ong – scafisti. I servizi segreti non lavorano certo con il metodo giuridico cui devono attenersi i Magistrati. Ciò non significa che i loro report non siano veritieri: significa solo che non sono utilizzabili in sede di giudizio, salvo speciali procedure.

– «Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati». Il silenzio dei Governi su fatti di simile portata è semplicemente sinonimo di omertosa connivenza, sempre che non siano essi stessi i mandanti di questi processi migratori.

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Ciò appurato, il giudizio sulle organizzazioni non governative è severamente negativo. Nessuno intende generalizzare, ma nella stragrande maggioranza dei casi esse sono vere e proprie associazioni per delinquere.

Soros George. Uno stato negli stati. Ecco i suoi principali voivodati.

I massoni francesi esortano al voto. Domenica conteremo quanto valgono.

Iniziata la rivolta mondiale contro il regime liberal di Mr Soros.

Procura di Catania. Ong in combutta con gli scafisti.


→ Corriere. 2017-04-28. «Le Ong finanziate dagli scafisti». L’accusa del pm, rabbia del governo.

Il procuratore di Catania in tv, Minniti: vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Orlando: parli con gli atti. In serata la precisazione: non ho prove.

*

Le reazioni dei ministri dell’Interno e della Giustizia all’ennesima sortita del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sugli sbarchi di migranti, fanno ben comprendere l’irritazione del governo. Perché di fronte alla scelta del magistrato di andare in televisione per ribadire il sospetto che «alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti di uomini» e addirittura che «le finalità potrebbe essere quella di destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi» prima Marco Minniti e poi Andrea Orlando lo invitano a «non trarre conclusioni affrettate» e soprattutto a «parlare con gli atti». Tanto che in serata Zuccaro è costretto a precisare: «La Procura di Catania ha delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove, neppure quella sui loro finanziamenti». L’appello alla cautela del governo non viene però accolto da Luigi Di Maio del Movimento Cinque Stelle che ormai da giorni soffia sul fuoco della polemica e ora rilancia: «Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo.» Una posizione che lo accomuna al leader della Lega Matteo Salvini secondo il quale «bisogna arrestare i trafficanti e affondare tutte le navi usate!».

Lo scontro

Sceglie «Agorà» su Raitre il procuratore per ripetere le sue accuse. «Io so» dichiara sibillino, e forse è proprio questa sua affermazione a provocare la reazione del governo. Mentre Orlando auspica che «la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna», Minniti spiega in Parlamento: «Vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Deve esserci una rigorosa valutazione degli atti». Poi sottolinea che oltre alle indagini svolte a Catania «la commissione Difesa del Senato sta svolgendo una serie di audizioni, e ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio».

La Guardia costiera

Uno degli appuntamenti chiave dell’indagine parlamentare è fissato il 4 maggio con l’audizione del comandante generale della Guardia Costiera Vincenzo Melone. Perché sarà l’occasione per comprendere cosa accade nel Mediterraneo. Nessuno nega che possa esserci un interesse dei trafficanti a caricare sulle navi il maggior numero possibile di disperati che cercano di arrivare in Europa. Il problema è che i mezzi utilizzati dalle organizzazioni criminali non hanno alcuna capacità di effettuare l’intera traversata. E dunque, spesso, sono gli stessi scafisti a contattare con i telefoni satellitari il Centro Nazionale di Soccorso Marittimo della Guardia Costiera a Roma. A questo punto la procedura prevede di allertare i centri competenti, ma spesso dalla Libia non arrivano risposte e dunque la legge impone che «chi ha ricevuto per primo la chiamata di emergenza ha l’obbligo giuridico di proseguire nell’attività di soccorso». E quindi di contattare il mezzo navale più vicino e adatto a svolgere il salvataggio. Non c’è possibilità di sottrarsi, più volte il comandante Melone ha chiarito che «la violazione di tale obbligo, oltre alle implicazioni di ordine morale, prevede conseguenze penalmente rilevanti».

La Libia

Di fronte a tutto questo si sta cercando di far funzionare l’accordo con la Libia che invece incontra numerose difficoltà. l’Italia si è impegnata a consegnare motovedette e chiede in cambio il controllo delle coste e delle spiagge. Un negoziato che le polemiche non aiutano. Soprattutto se, fanno notare al Viminale, si basano su «generiche accuse non suffragate ancora da riscontri concreti».

→ Stampa. 2017-04-28. Le Ong dividono il governo: Orlando le difende, Minniti chiede chiarezza

Il Guardasigilli contro il procuratore di Catania: atti, non parole

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Sulla vicenda delle Ong, nel governo si parlano lingue diverse. A qualche giorno dall’esplosione della polemica su quale sia il ruolo delle organizzazioni non governative nel salvataggio dei migranti in mare, dopo che ancora ieri il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ad «Agorà», ha affermato che «alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti» (salvo poi chiarire che si tratta di «ipotesi di lavoro, non prove») impostazioni diverse si sono chiaramente avvertite ieri, quando sono intervenuti il ministro della giustizia, Andrea Orlando, e quello dell’Interno, Marco Minniti. Ma anche l’ex segretario ricandidato del Pd, Matteo Renzi.  

«Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione», richiama il Guardasigilli Orlando a evitare di esprimersi con valutazioni personali. «In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna», bacchetta, dopo che già mercoledì sera, nel corso del confronto tra candidati alle primarie Pd, aveva attaccato il grillino Di Maio per le sue parole sui «taxi del Mediterraneo»: «Dovrebbe vergognarsi». Perché, oltre che ministro del governo Gentiloni, Orlando è candidato alle primarie, e non dimentica di voler rappresentare l’ala sinistra del partito. Quella che sta con le Ong, che le difende, e sull’inchiesta si mostra più che prudente. 

E se sulla frase di attacco a Di Maio c’è sintonia col resto del governo («evitare giudizi affrettati», ha raccomandato anche Minniti) e con Renzi («la visione degli operatori delle Ong che sono tutti al servizio degli scafisti, come detto da qualche aspirante statista, non va bene»), è sull’impostazione generale che si individua una linea di frattura.  

 «Che qualcuno non si stia comportando bene direi che è possibile. Arrivo a dire, è probabile», dichiara l’ex premier a «Porta a porta»: «Che ci siano state alcune vicende discutibili, per me è innegabile. Se qualche Ong va a qualche miglio dalla costa, credo si debba intervenire», considera, «dopodiché vanno combattuti gli scafisti, non i volontari». Altro che la cautela di Orlando. Una linea che, nel governo, incarna bene il ministro Minniti: «Le questioni sollevate non possono essere sottovalutate», ha spiegato ieri in un question time alla Camera, per questo il governo «segue lo sviluppo» di numerose indagini – da quella della procura di Catania a quella della Commissione difesa – e «ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione europea e l’agenzia Frontex».  

Certo, anche il responsabile del Viminale invita a «non generalizzare», ma anche a non sottovalutare, e garantisce che «gli esiti finali» di tutte le inchieste in corso «verranno valutati con grande attenzione». D’altra parte, quando il presidente della Commissione difesa del Senato, Nicola Latorre, propose un’indagine conoscitiva sul tema, i segnali che gli arrivarono dall’esecutivo furono di incoraggiamento. 

Due linee a confronto, insomma. Quella «dura» di Minniti sulla questione migranti in generale, secondo qualcuno stava rischiando di trovarsi isolata: più vicina a un approccio solidale è considerata la ministra Pinotti, legata al mondo scout, così come il cattolico Delrio, o anche la Farnesina, dove il viceministro Mario Giro è molto legato alla comunità di Sant’Egidio ed è stato il primo a rifiutare di considerare il salvataggio in mare da parte delle Ong come «pull factor», fattore di attrazione per le partenze. «Ma il Parlamento e l’opinione pubblica sono con Minniti», assicura un sostenitore del governo. E, soprattutto, è con lui il quasi certo nuovo segretario del Pd.


→ Stampa. 2017-04-28. Carte dai servizi tedeschi e olandesi ma non utilizzabili nel processo

Il cul de sac dell’inchiesta catanese, la disomogeneità delle procedure.

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All’ennesima intervista del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che forse mai si era espresso tanto chiaramente sui comprovati contatti tra scafisti e alcune associazioni umanitarie, spingendosi a dire che a suo avviso «alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti», si è alzata un coro sdegnato: Fuori le prove! Come se fosse facile.  

Intanto c’è da dire che un procuratore della Repubblica non può andare in televisione e squadernare atti coperti dal segreto investigativo. Ma in questo caso Zuccaro ha un problema in più: le poche intercettazioni che ha sul tavolo provengono da servizi segreti e non sono state acquisite secondo le regole della procedura penale italiana. Di qui il suo grande imbarazzo.  

È un rebus giuridico che al momento non ha soluzione. La sua indagine poggia sui report di alcuni servizi segreti – quello tedesco e quello olandese – che da mesi monitorano alla loro maniera le comunicazioni da e per la Libia. Si sono mossi, i servizi d’intelligence del Nord Europa, attraverso le navi militari inquadrate nel dispositivo europeo Eunavformed-Sophia e attraverso alcuni natanti fantasma. Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati. 

Quei rapporti, però, pur utilissimi per l’inchiesta, sono assolutamente inutilizzabili ai fini del procedimento italiano. La legge è molto chiara. Siccome gli 007 tedeschi e olandesi si muovono senza avere avuto l’autorizzazione preventiva di un magistrato, a differenza dell’intelligence italiana, le loro intercettazioni è come se non esistessero.  

Ed ecco perché Zuccaro si agita tanto: «Alcune agenzie – diceva anche ieri al sito LiveSicilia – che non svolgono attività di polizia giudiziaria (intendendo cioè dei servizi segreti, ndr), hanno documentato i contatti ma si tratta di atti che non posso utilizzare processualmente, anche se mi danno la conoscenza certa che questo avviene». Il rischio, insomma, è che il caso finisca nel nulla per mancanza di prove processualmente valide. 

Su quanto avviene in mare, Zuccaro ha le idee chiare: «Ci sono dei natanti di Ong che superano i confini delle acque internazionali, staccano i transponder (i segnalatori satellitari, ndr) per non farsi localizzare e rendersi invisibili a chi li deve monitorare. Vi sono Ong che prendono chiamate dalla Libia in cui si dice: Stiamo per mettere in mare i gommoni, intervenite!». Pare che siano stati documentati comportamenti ambigui di marinai libici in divisa, che non si sa se e a quale Guardia costiera rispondano.  

Nel frattempo sono arrivati a Catania anche i rapporti riservati dell’intelligence italiana. Altre segnalazioni delicatissime. È stato ricostruito, ad esempio, l’enorme andirivieni dei gommoni nei giorni di Pasqua, con porti di partenza e navi delle Ong in attesa. Sono quelle ricostruzioni che nel governo italiano hanno fatto pensare che vi fosse «una regia» dietro la partenza simultanea di ben 8500 migranti.  

Questi rapporti, ai sensi della legge 124 sui servizi segreti, sarebbero acquisibili dal magistrato, tramite una delega specifica alla polizia. Ma forse non possono bastare per impiantarvi un procedimento penale. Occorre molto di più. Servirebbe ad esempio qualche prova concreta di un trasferimento di soldi che accompagni i «contatti». Zuccaro lo sa, perciò ha dato disposizione ai suoi investigatori di seguire prioritariamente i flussi finanziari. Ha anche chiesto rinforzi specialistici a Roma. E certo ha trovato un orecchio attento nel ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ieri in Parlamento da una parte ha invitato a evitare «giudizi affrettati, attenendosi quindi ad una rigorosa valutazione degli atti», ma dall’altra ha riconosciuto le questioni sollevate dai deputati di Forza Italia «non possono essere sottovalutate».

Giuseppe Sandro Mela.

fonte https://senzanubi.wordpress.com/2017/04/28/procura-catania-le-ong-sono-finanziate-dagli-scafisti/

BENIGNI VUOLE DENUNCIARE REPORT CHE L'HA BECCATO


GIULIETTO CHIESA: COME CI RIPRENDEREMO LA LIBERTÀ DI PAROLA!


MINNITI: “ABBIAMO RIMPATRIATO BEN 36 MIGRANTI”



In tempi normali, verrebbero aiutati a superare i loro problemi in centri specializzati, nell’Italia di oggi, li fanno ministri: “Le espulsioni per motivi di sicurezza hanno registrato un notevole incremento: nei primi 4 mesi del 2017 ne sono state complessivamente effettuate 36a fronte delle 13 nello stesso periodo dello scorso anno. E parliamo di rimpatri effettivi”. Il dato è stato fornito dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso del question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione della Lega sulle iniziative per assicurare l’effettività dei provvedimenti di espulsione e allontanamento degli stranieri irregolari.
A questo punto, dovevano entrare degli infermieri muniti di camicia di forza e ricollocarlo in un OPG, che però hanno pensato bene di chiudere per timore di finirci dentro.
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Nello stesso periodo, infatti, sono sbarcati oltre 37 mila fancazzisti, molti dei quali, da statistica, saranno terroristi o loro sostenitori. Ma lui, Minniti, ha sfidato il ridicolo: “Il contrasto dell’immigrazione irregolare e i rimpatri costituiscono aspetti cruciali del programma che il governo sta portando avanti in questo scorcio di legislatura”, ha sottolineato Minniti, ricordando che “il governo ha adottato una linea di determinazione ad accogliere e integrare chi ha titolo alla protezione internazionale e rimpatriare chi non ha diritto o viola le regole”.
fonte http://voxnews.info/2017/04/27/minniti-abbiamo-rimpatriato-ben-36-migranti/


E' GEORGE SOROS A FINANZIARE L'INVASIONE AFRICANA DELL'ITALIA. ECCO NOMI, ORGANIZZAZIONI, NAVI E PIANI CRIMINALI

E' GEORGE SOROS A FINANZIARE L'INVASIONE AFRICANA DELL'ITALIA. ECCO NOMI, ORGANIZZAZIONI, NAVI E PIANI CRIMINALI

Le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l'Italia sono: Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat.
Il principale finanziatore di questa galassia di organizzazioni che riversano orde immani di africani in Italia è la Open Society di George Soros. A queste ONG Soros ha promesso - e quindi iniziato a "donare" - 500 milioni di dollari per organizzare l'arrivo dei migranti africani in Italia e dall'Italia in altre nazioni europee.
Il primo a svelare questo retroscena è stato il capo di Frontex, Fabrice Leggeri che ha denunciato il fatto che le navi di queste ONG finanziate da Soros carichino a bordi gli africani sempre più vicino alle coste libiche, spiegando come questo comportamento criminale incoraggi i trafficanti a stiparli su barche inadatte al mare con rifornimenti di acqua e carburante sempre più scarsi rispetto al passato.
Le parole di Leggeri - come ha scritto il Giornale in un documentato articolo pubblicato lo scorso 2 febbraio  - rappresentano un'esplicita denuncia delle attività di soccorso marittimo finanziate da Soros.
Le navi impegnate in questo traffico di africani verso l'Italia sono: il Topaz Responder da 51 metri del Moas, il Bourbon Argos di Msf e l'MS di Sea Eye. I costi altissimi di gestione di queste grosse navi sono coperti totalmente dai finanziamenti di Soros. E' Soros il mandante dell'invasione dell'Italia.
E c'è un aspetto oltremodo sospetto di un gigantesco piano criminale: questa è una flotta di navi fantasma. Battono bandiera panamense la Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e la Dignity 1, di Medici senza frontiere.
Batte bandiera del Belize il Phoenix, di Moas, e bandiera delle isole Marshall il Topaz 1, sempre di Moas. Tra le ONG che gestiscono questa flotta fantasma c'è la tedesca Sea Watch armatrice di due di queste navi. E la Sea Watch dichiara di agire per il presunto diritto alla libertà di movimento (di chiunque senza rispettare la sovranità delle nazioni come l'Italia) e di non accettare alcuna distinzione tra profughi e clandestini senza alcun diritto in base alle leggi internazionali di accoglienza. 
E ora, nessuno dica che non sapere chi paga l'invasione dell'Italia dalla Libia e che queste ONG operano nella più totale illegalità. 

fonte http://www.ilnord.it/c-5266_E_GEORGE_SOROS_A_FINANZIARE_LINVASIONE_AFRICANA_DELLITALIA_ECCO_NOMI_ORGANIZZAZIONI_NAVI_E_PIANI_CRIMINALI