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martedì 17 gennaio 2017

Il potere delle lobby sull’Ue

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Complottismo. In questo modo si è soliti bollare argomentazioni circa il potere delle “lobby” industriali e finanziarie su organi politici. Un’informazione spesso priva di fonti attendibili ha in effetti delegittimato l’argomento, eppure una ricerca puntuale sembra ribadire l’esistenza di una finestra di dialogo tra specifici colossi economici e organi politici, che per mandato dovrebbero invece fare gli interessi dei cittadini.
Sembrerebbe questo essere il caso della Commissione europea, uno degli organi più importanti dell’Unione perché suo braccio esecutivo. Tale istituzione che dovrebbe essere garante del processo legislativo nell’interesse dei cittadini dei 28 Paesi dell’Unione, pare essere in realtà snodo di lobby e porte scorrevoli. Solo lo scorso luglio 2016 Manuel Barroso, ex Presidente della Commissione europea, è finito sotto l’inchiesta dell’Europarlamento per aver accettato l’incarico di Presidente non esecutivo della Banca d’affari americana Goldman Sachs International. Tale incarico risulterebbe infatti essere in contrasto con l’articolo 245 delTrattato di Lisbona, che così recita: “Mi impegno solennemente ad esercitare le mie funzioni in piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione; a non sollecitare né accettare, nell’adempimento dei miei doveri, istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo; ad astenermi da ogni atto incompatibile con il carattere delle mie funzioni o l’esecuzione dei miei compiti”.
Tenendo conto che Goldman Sachs è stata riconosciuta colpevole dalla Securities and Exchange Commission, organo di controllo dei mercati statunitensi, per la vendita allo scoperto di derivati durante la crisi dei sub-prime 2008, possiamo dire che la stessa Banca abbia più o meno direttamente contribuito alla crisi finanziaria anche europea. Gli interessi dell’Unione e di Goldman Sachs appaiono così inconciliabili. Per questo gli eurodeputati hanno ora chiesto che il Mediatore europeo, Emily O’Reilly, prosegua le indagini su Barroso e sul meccanismo delle “porte scorrevoli” degli organi dell’Unione. Lo stesso meccanismo che ha portato Mario Draghi da Managing Director, sempre di Goldman Sachs, a Presidente della Banca Centrale europea.
Dal 2015 ad oggi sono 278 le indagini avviate dall’Europarlamento sulla questione della trasparenza degli incarichi all’interno della Commissione europea, segno che il problema non può essere bollato come semplice “tesi complottista”.
Lo stesso attuale Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, a inizio novembre aveva dichiarato la necessità di “cambiare codice etico” e rendere dunque più chiaro e applicabile quell’articolo 245 del Trattato di Lisbona. Dalle porte scorrevoli al lobbyng la strada è breve. In un rapporto del luglio 2015 l’ONG Transparency International, che si occupa di corruzione e trasparenza, dichiarava che Bruxelles, dopo Washington, è la città con il più alto numero di lobbisti. Sempre secondo lo stesso rapporto il numero dei lobbisti che dialogano con l’Unione oscillerebbe tra i 15mila e i 30mila, vale a dire 2,6 per ciascun funzionario europeo. Nella lista di chi spende di più per l’attività di lobbyng in Europa risultano essere Exxon Mobile, Shell, Microsoft e Deutsche Bank. Ognuna di queste spende una cifra attorno ai 4 milioni di euro annui.La rivista Internazionale, nel luglio 2015, poneva a riguardo un’obiezione legittima: le imprese non sono obbligate a firmare la loro presenza nel registro europeo della trasparenza. Così i dati che ci giungono potrebbero avere delle stime al ribasso. Internazionale, per esempio, metteva in luce che 14 dei 20 studi legali più grandi al mondo, con sede a Bruxelles, non fanno parte di questo registro, ma casualmente sono registrati come lobby organizations a Washington (dove la registrazione è invece obbligatoria per legge).
Si tratta ora di capire quale sia l’effettiva influenza che l’attività lobbistica ha nei confronti delle decisioni europee. Sempre il rapporto di Transparency International riferisce che tra il dicembre 2014 e il giugno 2015 la Commissione europea ha avuto 4.318 incontri con esterni. Il 75% di questi ha coinvolto aziende e multinazionali varie, mentre solo il restante 25% è stato riservato alla società civile (ONG e autorità locali). Sappiamo poi che in quello stesso periodo la Commissione stava lavorando sulla stesura del TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership. Il trattato che vorrebbe l’integrazione del mercato europeo e quello americano, con l’abbattimento di dazi e barriere non tariffarie (come gli standard fito-sanitari). Se dunque gli incontri per la stesura del TTIP hanno coinvolto più le aziende che i cittadini c’è il rischio che il trattato possa non rappresentare gli interessi di questi ultimi.
Il problema legato al lobbyng ha colpito anche nel 2016. Lo scorso aprile il mediatore Emily O’Reilly ha organizzato una conferenza sul “migliorare la trasparenza dell’attività di lobbyng dell’industria del tabacco in Commissione europea”. Anche in questo caso un’indagine dell’Europarlamento aveva messo alla luce i frequenti contatti e incontri tra membri della Commissione europea e rappresentanti dell’industria del tabacco, in uno dei casi fu la Philip Morris ad essere accusata. Il commento eloquente alla vicenda di Olivier Hoedeman, membro della Corporate Europe Observatory, fu: “Come i cittadini possono aver fiducia nella Commissione e nella sua abilità di proteggere gli interessi pubblici contro queste indebite influenze?”. Sarà compito di Juncker dare risposta a ciò nel corso del suo mandato.
fonte http://www.occhidellaguerra.it/potere-delle-lobby-sullue/

L’Establishment vuol scippare la Presidenza a Trump con l’Aiuto della Sinistra-Liberale (Trump è già finito?)

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DI PAUL CRAIG ROBERTS
La Reuters riferisce che truppe americane composte da 2.700 persone e da carri armati si stanno muovendo dalla Polonia verso il confine con la Russia. Il Col. Christopher Norrie, comandante della 3° Armoured Brigade Combat Team,  ha dichiarato: “L’obiettivo principale della nostra missione è deterrenza e prevenzione delle minacce” A quanto pare, il colonnello non è sufficientemente brillante da rendersi conto di essere ben  lontano dal prevenire minacce, ma anzi è la sua stessa forza che si presenta come una minaccia. Tanto che ( la sua brigata)  non esprime una potenza militare inferiore a quella Russia.
Qual è il vero significato di questa minuscola  forza?  Non costituirebbe nessuna minaccia per la Russia nemmeno se fosse 100 volte più grande, forse nemmeno se fosse mille volte più grande. Ricordiamoci che Hitler invase la Russia cogliendo uno Stalin impreparato con la più grande e meglio armata forza militare che esistesse al mondo, con la più grande operazione militare della storia umana. La forza di invasione tedesca era composta da 3.800.000 soldati, da 600.000 veicoli a motore, da 3.350 carri armati, da 7.200 pezzi di artiglieria, e da 2.770 aerei. L’Armata Rossa, malgrado le purghe di Stalin che aveva già fatto fuori buona parte del suo corpo ufficiali, si è sgranocchiata tutta questa magnificenza di forza e ha vinto la guerra contro la Germania.
Confronto a quello che era la Russia di Stalin, oggi la Russia di Putin è pronta. La NATO non è in grado di mettere insieme una forza sufficientemente grande da invadere la Russia. Allora, qual è il motivo per  far muovere 2.700 soldati americani da tutta la Polonia verso la Russia?
La risposta è mantenere viva la propaganda occidentale che la Russia è una minaccia erendere il più difficile possibile per Trump la normalizzazione delle relazioni con la Russia. E’ incredibile che l’esercito americano stia portando avanti una esercitazione tanto provocatoria etanto in contraddizione con la futura politica del presidente entrante. I militari americani, la CIA, e le loro puttane dei media USA stanno anti-democraticamente seguendo una propria agenda,  indipendente della politica che vorrà fare il presidente eletto. Secondo il quotidiano israeliano, Haaretz, agenti dell’intelligence USA hanno chiesto al governo israeliano di non condividere nessuna informazione di intelligence con l’amministrazione Trump, perché Putin ha mezzi per  far “pressione” su Trump e  Trump dovrà svelare le loro stesse informazioni a Russia e’Iran  http://www.haaretz.com/israel-news/1.764711
Possiamo vedere come tutto il complesso si muova per il sabotare tutta la politica militare e del security di Trump. Accuse continue hanno costretto Trump a dire che forse i russi sarebbero stati coinvolti in un attacco che non c’è mai stato, né da parte della Russia né da parte di nessun altro. Il candidato di Trump al ruolo di Segretario di Stato, Tillerson, ha dovuto dichiarare che la Russia è  una minaccia nel corso della sua udienza di conferma per poter essere confermato. Il candidato di Trump al ruolo di  Segretario della Difesa, Mattis, ha dovuto dire nella sua udienza di conferma che gli Stati Uniti devono essere pronti a confrontarsi militarmente con la Russia ed ha dovuto aggiungere che sono poche le aree in cui gli Stati Uniti possono collaborare con la Russia, un paese che  sta cercando di far saltare la  NATO.
Potremmo guardare all’ammissione di Trump come a un osso buttato alla CIA,  per ammansirli e far abbassare il pelo e potremmo prendere le dichiarazioni di Tillerson e di Mattis potrebbero solo come quello che volevano sentirsi dire quelli che dovevano approvare la loro nomina. Comunque tutte  queste dichiarazioni fatte dalle principali cariche statali volute da  Trump vengono utilizzate come conferma che tutti, eccetto che Trump, anche il suo proprio governo, si rendono conto che la Russia è una minaccia. L’immagine propagandistica della Russia su cui il regime di Obama ha lavorato tanto duramente, ora ha avuto il lustro di essere condivisa da parte degli uomini nominati da  Trump per lo Stato e per la Difesa. Che Tillerson e Mattis intendessero questo o no, è chiaro  che il Congresso degli Stati Uniti è in balia dei soldi che vengono dalle donazioni del complesso militare e del security e che hanno dovuto decretare chela Russia deve essere considerata una minaccia.
I russi nel vedere tutto questo devono d’aver cominciato a perdere ogni speranza che le relazioni tra i due paesi possano normalizzarsi.  E’ l’Establishment che domina gli USA che sta facendo perdere la speranza e che sta mettendo dei dubbi nello stesso  governo russo, in modo che la  Russia debba mettere delle barriere alla politica di Trump e al possibile miglioramento delle relazioni tra i due paesi.
Nulla parla più chiaro di quel diavolo sfrenato dell’ Establishment  USA  e della sua volontà dirischiare un conflitto con la Russia pur di non mollare il potere ed il proprio tornaconto.
Ma dov’è la coscienza morale della sinistra liberale? Per quale motivo questa sinistra-liberale sta aiutando il complesso militare e il Security pur di  delegittimare Trump e di incastrarlo in modo che la sua agenda sia già morta in partenza e che la guerra termo-nucleare rimanga comunque una possibilità?
Trump  è già Finito ?
Non mi ci è voluto molto per capire che non c’era nessuna speranza di cambiamento nemmeno con il Presidente Obama. Ma almeno lui è arrivato al suo insediamento portando un numero senza precedenti di americani  in marcia sul Mall per dare il proprio sostegno al presidente del cambiamento. La speranza (allora)  era tanta.
Ma con Trump, stiamo già perdendo fiducia se, non (ancora) in lui,  in quelli che ha scelto per comporre il suo governo ancora prima che si insedi ufficialmente.
La scelta di Trump per il ruolo di Segretario di Stato, non suona male solo come quando un  neoconservatore dichiara che la Russia è una minaccia per gli Stati Uniti e per tutta l’Europa,ma suona male anche come quando Hillary Clinton dichiarava che il Mar Cinese Meridionale è  una zona di dominio degli Stati Uniti. Qualcuno poteva pensare che il Chaiman della Exxon non era un idiota, ma non siamo più tanto sicuri.
Nella sua audizione di conferma, Rex Tillerson ha detto che l’accesso della Cina al proprio Mar Cinese Meridionale è non sarà  permesso.”  Ecco la dichiarazione di Tillerson:
– “We’re going to have to send China a clear signal that first, the island-building stops, and second, your access to those islands also not going to be allowed.”
– “Dobbiamo mandare alla Cina un chiaro segnale che, per prima cosa, devono fermare le loro costruzioni sulle isole e poi che nemmeno l’accesso a quelle isole sarà tollerato.”
Voglio dire, in realtà, che non si sa che intenzioni abbia Tillerson su questi punti, tranne che sembra che cerchi di far saltare in aria il mondo.
La risposta della Cina si è subito rivelata come una risposta adeguata:
“Tillerson on dovrebbe essere indotto a pensare che Pechino avrà paura delle  sue minacce. Se la diplomazia  di Trump continuerà a mantenere i futuri rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina a livello attuale, sarà meglio che le due parti si preparino per uno scontro militare. Tillerson farebbe meglio a cercare di capire cosa significhi  Strategia nucleare,  se vuol provare a far ritirare una grande potenza nucleare dai propri territori “.
Così Trump non è nemmeno arrivato al suo Insediamento che un idiota che ha  nominato Segretario di Stato ha già creato un rapporto di animosità con due potenze nucleari capaci di distruggere completamente tutto l’Occidente per l’eternità. E’ questo fatto che fa sentire il Senato degli Stati Uniti a proprio agio con  questo Tillerson. Gli imbecilli devono aver paura dalla propria intelligenza, ammesso che ne abbiano una.
Uno dei motivi per cui  la Russia ha salvato la Siria dai rovesci che voleva Washington è stato che la Russia ha compreso che il prossimo obiettivo di Washington sarebbe stato l’Iran e che un terrorismo, sconfitto in Iran, si sarebbe spostato nella  vicina Federazione Russa. C’è un asse tra i paesi minacciati dagli Stati Uniti con il sostegno dato al terrorismo: Siria, Iran, Russia, Cina.
Trump dice che vuole normalizzare le relazioni con la Russia e che vuole aprire opportunità di business anziché  aprire conflitti. Ma per normalizzare le relazioni con la Russia si devono  anche normalizzazione i rapporti con l’Iran e con  la Cina.
A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche, il governo-annunciato di Trump ha preso di mira l’Iran come paese da destabilizzare. Tutti gli uomini-nominati di Trump  – Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il Segretario della Difesa, e il Direttore della CIA  – considerano l’Iran , in modo non corretto, uno stato terrorista che deve essere rovesciato.
Ma la Russia non può permettere a Washington di rovesciare il governo di un Iran stabile e non lo permetterà. E gli investimenti della Cina sul petrolio iraniano portano alla conclusione che nemmeno la Cina permetterà un rovesciamento dell’Iran da parte di Washington. La Cina ha già sofferto per i suoi investimenti persi nel petrolio libico, come risultato del rovesciamento del governo libico fatto dal regime di Obama.
Realisticamente parlando, sembra che la Presidenza Trump risulti già sconfitta dai suoi stessi uomini,  indipendentemente dalla ridicola e incredibile propaganda mandata in giro dalla CIA e ritrasmessa da tutti i media negli USA, nel Regno Unito e nel resto d’Europa. Il New York Times, il Washington Post, la CNN e la BBC si sono abbassati ben al di sotto del livello del National Enquirer .
Forse, come ho già scritto oggi (http://www.paulcraigroberts.org/2017/01/13/the-establishment-is-trying-to-steal-the-presidency-from-trump-paul-craig-roberts/), queste dichiarazioni fatte da persone-nominate-da-Trump non sono altro che quello che hanno dovuto dire per essere confermati e non le metteranno in atto in nessun modo. Tuttavia, sarebbe stato possibile tener testa a quei bastardi durante le udienze di conferma. IO, durante la mia hearing- audizione-di-conferma, alzai la testa e, i democratici imbarazzati, chiesero che l’intera audizione fosse cancellata  dai verbali.
Se il presidente della Exxon e un Generale non sono in grado di tener testa a un  Congresso-imbecille, vuol dire che non sono adatti al compito che gli hanno assegnato. Il fatto che non sappiano stare in piedi da soli è una chiara indicazione che non hanno quella forza, di cui Trump ha bisogno, se vuole imporre un cambiamento dall’alto.
Se Trump non sarà in grado di cambiare la politica estera americana, una guerra termo-nucleare e la distruzione della Terra sono inevitabili.


Dr. Paul Craig Roberts è stato Assistant Secretary of the Treasury for Economic Policy  e associate editor del  Wall Street Journal. Ha scritto su  Business Week, Scripps Howard News Service,  e Creators Syndicate. Ha avuto numerosi incarichi universitari e i suoi articoli su internet  raccolgono followers da tutto il mondo. I suoi ultimi libri sono The Failure of Laissez Faire Capitalism and Economic Dissolution of the WestHow America Was Lost,  e The Neoconservative Threat to World Order.

Fonte :  http://www.informationclearinghouse.info/
Link :  http://www.informationclearinghouse.info/46222.htm
14.01.2017
fonte comedonchisciotte.org autore della traduzione Bosque Primario

Trump “deve stare molto, molto attento”, dice l’ex capo della CIA…Un “avvertimento”?

Ex-boss Cia: «Trump troppo buono con la Russia»
WASHINGTON D.C. – Il direttore uscente della CIA, John Brennan, ha ammonito il presidente Donald Trump a non ridimensionare le azioni della Russia. «Non credo che possieda una comprensione completa delle capacità, delle intenzioni e delle azioni della Russia», ha detto alla Fox.
«Penso che Trump debba capire che assolvere la Russia da varie azioni che ha intrapreso negli anni passati sia una strada che deve stare molto, molto attento a ridimensionare», ha aggiunto Brennan.
D’altro canto il capo della ha ammonito Donald Trump ad evitare commenti improvvisati quando si insedierà alla Casa Bianca. “Parlare e twittare” non è un’opzione per il presidente, ha detto sempre alla Fox.
«La spontaneità non è qualcosa che protegge gli interessi nazionali e quindi quando parla o reagisce deve essere sicuro di comprendere che le implicazioni e l’impatto sul Paese potrebbero essere profondi. Si tratta di qualcosa di più di Trump, si tratta degli Stati Uniti».
Nota: Iniziano gli “avvertimenti della CIA. Trump sarà presto  “convinto” ad evitare ” strappi” con gli interessi del “military-industrial-complex” che necessita di una situazione prebellica con la Russia per i grandi interessi dei contractors del Pentagono e di Wall Street” ?  Si accettano scommesse.

http://www.controinformazione.info/trump-deve-stare-molto-molto-attento-dice-lex-capo-della-cia-un-avvertimento/#

Obama un criminale di guerra


di  Paul Craig Roberts
Non vi è dubbio che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è un criminale di guerra come lo sono i suoi funzionari militari e di intelligence e la maggior parte dei componenti di Camera e Senato.
Obama è stato il primo presidente a tenere gli Stati Uniti in guerra per la totalità del suo mandato  di otto anni. Durante il 2016, soltanto gli Stati Uniti hanno sganciato  26.171 bombe su matrimoni, funerali, campi da gioco di calcio , ospedali, scuole, su persone nelle loro case e mentre camminavano per le loro strade, oltre che sui contadini che seminavano  i loro campi in sette paesi: Iraq, Siria, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan. Vedi: How Many Bombs Did the United States Drop in 2016? (Quante bombe sono  state sganciate dagli USA nel 2016?).
Che cosa deve mostrare  l’amministrazione Obama nel corso di otto anni di interventi militari illegali in sette paesi, nessuno dei quali costituiva un pericolo per gli Stati Uniti e contro nessuno dei quali gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra? Il terrorismo è stato creato dalle  invasioni degli Stati Uniti, le guerre sono stati vinte, e il Medio Oriente è stato gettato nel caos e nella distruzione. In tutto il mondo l’odio  per gli Stati Uniti è salito a un livello record. Gli Stati Uniti sono oggi il paese più disprezzato della terra.
Le  uniche  finalità di questi crimini sono state  quelle  di arricchire l’apparato industriale degli armamenti  e per far avanzare la folle ideologia neoconservatrice  che predica l’ egemonia unipolare  degli Stati Uniti nel mondo. Un piccolo  gruppo di persone spregevoli sono stati in grado di distruggere la reputazione degli Stati Uniti e uccidere milioni di persone,  con l’effetto di sospingere ondate di profughi di guerra verso e l’ Europa e gli Stati Uniti.
Paul Craig Roberts
Noi definiamo  queste “guerre”, ma in realtà non lo sono. Sono, ad ogni effetto,  invasioni, in gran parte dal cielo, ma in Afghanistan e in Iraq, anche da parte di  truppe sul terreno. Le invasioni dall’ aria e da terra sono interamente basate su menzogne palesi,  del tutto evidenti. Le “giustificazioni” ed i pretesti  per le invasioni sono state  cambiate una dozzina di volte.
Le domande da farsi sono: se Trump diventa presidente, continueranno i massicci crimini di Washington contro l’umanità ? In caso affermativo, il resto del mondo continuerà  a tollerare il male straordinario prodotto da Washington?
Traduzione: Manuel De Silva
http://www.controinformazione.info/obama-un-criminale-di-guerra/

lunedì 16 gennaio 2017

USA - Trump vuole “sfrattare” la stampa dalla Casa Bianca, chiede le scuse da media e servizi e possibili limitazioni dei viaggi in USA per gli europei



 

Lo ha riferito il capo del suo staff, Reince Priebus

 Come prevedeva facilmente Marcello Foa, nel precedente articolo USA - Fermare Trump a ogni costo. Anche con finti dossier sessuali "Non finisce qui, temo", questa è la conseguenza di quella vicenda anche se non troppo ovvia, il Trump pare ci vada giù pesante, per fortuna per noi se è vero e nel caso speriamo non lo facciano fuori, cosa molto facile, non sarebbe il primo.
Probabilmente ha rotto le uova nel paniere di qualche nuovo piano criminale architettato con l'indemoniata Clinton.
Ne ha per tutti, media, intelligence, Merkel e come vedremo prossimamente anche con l'UE e la NATO, se il buongiorno si vede dal mattino, non si è nemmeno ancora insediato ...
Arturo Navone.
New York, 15 gennaio 2017
Donald Trump starebbe pensando di “sfrattare” la stampa dalla Casa Bianca. E stando alle parole di Reince Priebus, nominato chief of the staff, intervistato dall'emittente televisiva Abc, i briefing quotidiani del portavoce potrebbero svolgersi fuori dalla residenza presidenziale. 
 
 I corrispondenti della Casa Bianca verrebbero infatti trasferiti dalla West Wing di Pennsylvania Avenue al vicino edifico dell’Old Executive Office. 
Il primo a parlare della possibilità di un allontanamento del `press corp´ dalla Casa Bianca è stato il magazine Esquire, la cui ricostruzione non è stata smentita. La decisione sarebbe la diretta conseguenza dei rapporti sempre più tesi dall’inizio della campagna elettorale ad oggi tra il tycoon e la stampa. Tensioni culminate nel duro affondo di Trump nel corso della sua prima conferenza stampa da presidente eletto, quando ha accusato in particolare la Cnn (a cui non ha dato la parola) di fabbricare `false notizie´e il sito di informazione BuzzFeed di essere una discarica di spazzatura. Noti poi i rapporti tesissimi col Washington Post. 

Un incontro stampa alla Casa Bianca


Secondo alcune fonti del transition team - scrive Esquire - sarebbe stato messo a punto un vero e proprio piano per smantellare le postazioni dei corrispondenti delle varie testate che da sempre si trovano accanto alla sala stampa della Casa Bianca. Tutti, dopo decenni, verrebbero ricollocati dallaWest Wing nella Pennsylvania Avenue al vicino edificio Old Executive Office Building oppure nel White House Conference Center. 
All'origine della decisione, come ha spiegato Priebus, ci sarebbe un problema di spazio. L'attuale sala stampa, infatti, ha 49 posti, mentre nel nuovo edificio ci sarebbe spazio per quattro volte il numero dei giornalisti oggi ospitati. 

Priebus ha aggiunto che il cambiamento di sede consentirebbe una maggiore copertura stampa e un maggiore accesso da parte dei giornalisti.

Secondo altre fonti di Esquire, però, Trump avrebbe parlato della stampa come di un vero e proprio `partito di opposizione´, affermando senza mezzi termini:
«Li voglio fuori da lì. Ci riprenderemo la sala stampa».
Nessuna decisione, comunque, è ancora stata presa, ha affermato Sean Spicer, futuro portavoce della Casa Bianca, confermando che si è discusso della cosa anche se in termini logistici, visto che la sala stampa verrebbe considerata troppo piccola rispetto all’interesse suscitato da Trump. 
  
Reince Priebus tells @ThisWeekABC Trump’s team is considering moving press briefing room out of the West Wing http://abcn.ws/2jToxt6 
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L'attuale disposizione della sala stampa della Casa Bianca era stata formalizzata durante il governo diRichard Nixon e finora nessun presidente l'ha modificata. L'eventuale cambiamento potrebbe essere interpretato come un tentativo di Trump di proteggersi dal controllo del pubblico.

Trump: intelligence e media chiedano scusa
E a cinque giorni dal suo insediamento, Donald Trump torna ad attaccare le agenzie di intelligence e la stampa. I vertici dell'intelligence Usa

"hanno compiuto un errore, e quando si sbaglia si dovrebbe chiedere scusa. Anche i media dovrebbero chiedere scusa",
scrive su Twitter, tornando sulla vicenda della fuga di notizie sul dossier-scandalo in mano agli 007 che parla di informazioni compromettenti sul tycoon nelle mani di Mosca.
 p.s. Fate un giro sull'account di Donald J. Trump è divertente NdR

about that...Those Intelligence chiefs made a mistake here, & when people make mistakes, they should APOLOGIZE." Media should also apologize

Fonti  lastampa  quotidiano.net   rainews
https://unmondoimpossibile.blogspot.it/2017/01/usa-trump-vuole-sfrattare-la-stampa.html

"Le primarie di coalizione" ovvero l'inciucio interno prima dell'inciucio esterno.


di Stefano Davidson
"Le primarie di coalizione" ovvero l'inciucio interno prima dell'inciucio esterno.
Io mi chiedo seriamente ad oggi in quanti siano rimasti a farsi ancora prendere per il culo da un soggetto simile.
Fatti due conti se togli dal 41% dei SI al referendum i voti di parte del centrodestra, quello di chi ha votato SI perché "mi hanno detto che mi conviene", tutta la parte del PD che lo ha fatto turandosi il naso, quelli che credevano di salire sul carro vincente e che hanno perso la faccia, i voti portati da quelli, come Confindustria, che il carro lo facevano spingere agli operai, ma soprattutto, i voti che rappresentava MPS... mi sa che non rimane molta gente a leopoldeggiare.
Stefano Davidson