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martedì 25 aprile 2017

L’organizzazione dei White Helmets è il dopo-lavoro dei terroristi (attenzione immagine di esecuzione di un soldato siriano)



Le prove che i white Helmets siano parte integrante dei gruppi terroristici sono dappertutto, su facebook, sui social etc. Non serve certo la Cia per scoprire una cosa così evidente: gli stessi membri delle varie fazioni jihadiste, non ne fanno un mistero. Solo la comunità internazionale dice di essere ignara di tutto.  Però quando vuole interviene: immancabilmente senza prove , fintamente commossa e sempre in soccorso ai terroristi…
Come sappiamo, un  caso da manuale è il falso attacco in provincia di Idlib con i gas.
Della colpevolezza dei White Helmets con i crimini dei cosiddetti ribelli ‘moderati’ ce ne sono a palate. Sono prove sicure e  incontrovertibili ma il ‘mondo che conta’ della ‘democrazia’ usa le false prove che le organizzazioni pseudo-umanitarie  apportano dai luoghi di guerra per avvalorare la falsa retorica utile all’occidente, alla Turchia, ed agli  stati del Golfo. Tale attività di propaganda è tesa a giustificare la propria agenda di ‘regime change’.
Quella che segue è una semplice indagine su internet che svela come tale Hassan Agha, sia nello stesso tempo terrorista e membro dei White Helmets.
Vietato Parlare

 

Il noto ‘casco bianco’ e terrorista di Jund-Al-Aqsa Muawiya Hassan Agha insieme ai suoi complici terroristi era presente sul luogo del devastante attacco suicida sui civili che dovevano essere evacuati dai villaggi sciiti di Fuah e Kafriya il 15 aprile 2017: lo dice lui stesso sul suo profilo facebook e lo dimostrano le foto che sempre lui stesso ha caricato sul social.
Molti dei suoi messaggi  dimostrano che i volontari dei ‘caschi bianchi’ conducono una doppia vita: usano le armi combattendo contro l’esercito governativo, conducono atrocità senza risparmiare i bambini; poi tranquillamente fanno i finti soccorritori umanitari alle proprie stesse vittime. Molti dei loro messaggi su facebook includono reali decapitazioni. Per inciso, anche se questi crimini di guerra orribili sono una chiara violazione delle politiche pubblicazione di Facebook, sembra che Facebook permetta continuamente questo comportamento.
Muawiya Hassan Agha afferma sulla sua pagina di Facebook che era presente in prossimità di  Rashideen al momento del massacro sugli autobus.
Questa foto di Muawiya Hassan Agha (datata 14 aprile) mostra la sua presenza nel luogo prima che avvenisse l’attentato sugli autobus
Muawiya Hassan Agha ei suoi complici jihadisti, che sono apparsi come Caschi Bianchi, Jund Al Aqsa e Al Qaeda, dovrebbero essere tra i sospettati principali della strage di Rashideen. C’è anche il sospetto che questo gruppo sia responsabile non solo dell’attentato, ma anche per il successivo sequestro di numerose persone, la maggior parte dei quali bambini durante il caos seguito all’ attentato.
Nelle foto seguenti vediamo Muawiya Hassan Agha mentre sta conducendo la sua normale attività terroristica. Le foto sono tratte dalla sua pagina Facebook.
Eccolo ancora con soldati siriani catturati che sono stati torturati e poi giustiziati, come dimostrano le foto qui sotto
Immagine dell’assassinio di uno dei soldati presenti nelle precedenti foto.
Questo Screenshot di Facebook  mostra che Muawiya Hassan Agha ha partecipato all’esecuzione ed ha caricato il filmato dell’ assassinio del soldato dell’esercito siriano fatto prigioniero.
Poi di nuovo nel suo lavoro umanitario come mostra la sua pagina di Facebook  ……
Qui è con i suoi complici appartenenti all’organizzazione “caschi bianchi” … ..
A giudicare dalle foto di cui sopra, oltre al fatto che Muawiya Hassan Agha ammette sulla sua pagina Facebook che era presente per l’attacco degli autobus di Rashideen il 15 aprile 2017, è abbastanza inquietante che le fonti dei media occidentali abbiano ignorato questo importante aspetto di questa incredibile tragica storia.
Sembra che a questo terrorista è stato anche dato un pass gratuito dei caschi bianchi per aggirare i controlli contro le attività terroristiche. Il particolare è molto inquietante visto come i bambini nelle città assediate sono stati continuamente rapiti, uccisi e usati in eventi false flag svolte dai terroristi sostenuti dall’occidente. Tutto questo mentre  i media degli  Stati Uniti, Regno Unito, occidente e  degli Stati del Golfo  continuano ad essere complici nella copertura di queste barbare atrocità.
Robert Fisk, scrivendo sull’Independent, ha criticato i governi occidentali per il doppio standard usato per quanto riguarda l’attacco. Il silenzio per l’attentato ai bus è stato in evidente contrasto  con la loro reazione per l’attacco chimico Khan Shaykhun all’inizio del mese. Robert Fisk ha detto che “dopo attentato suicida di questo fine settimana […] la Casa Bianca non ha detto niente […] perché, e qui è il punto, erano le vittime del tipo sbagliato di assassino.”
Ci si dovrebbe porre la domanda “perché  i media occidentali ignorano completamente la presenza di questo terrorista ben noto, visibile durante l’attentato ai bus nel parcheggio di  Rashideen che ha ucciso tanti innocenti?”. “La vita di questi bambini innocenti e  delle loro famiglie non significano assolutamente nulla per questi corrotti  mezzi di comunicazione occidentali?”. Certo, la domanda è puramente retorica, ma dovrebbe essere chiesto comunque …… ..ancora e ancora …… .. per esporre i sociopatici e psicopatici che sono complici della copertura e della falsa inquadratura di queste false flag  legate agli Stati Uniti, Regno Unito, Israele, occidentale e Stati del Golfo per addivenire alla loro agenda di regime change.
Una grande quantità di informazioni acquisite per questo post sono attribuite al seguente sito WordPress tedesco ed è stato tradotto per un pubblico di lingua inglese. Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:
Questo video mostra ciò che realmente è avvenuto mentre i bambini venivano finalmente salvati dal governo siriano. Questo è ciò che non si vedrà mai nelle televisioni occidentali. (Attenzione: immagini dure, sconsigliate per un pubblico non adulto).

Non ci dovrebbe essere alcun dubbio su chi ha fatto questo.
1. Il luogo era in una zona dove i ‘ribelli’ controllavano tutto il traffico in entrata ed in uscita.
2. I ‘ribelli’ sono gli unici che fanno uso di attentati suicidi.
3. I ‘ribelli’ hanno già attaccato altri convogli che cercavano di evacuare i civili.
4. I ‘ribelli’ hanno già dichiarato in precedenza la propria intenzione di uccidere uomini donne e bambini sciiti e alawiti  solo per motivi settari.
5. I ‘ribelli’ si lamentavano che lo scambio non era abbastanza soddisfacente.

Altre foto dalla pagina Facebook del terrorista Muawiya Hassan Agha. (Si noti l’uso eccessivo dei bambini nelle foto della sua pagina di Facebook mescolati con la propaganda di  al-Qaeda , bandiere di al-Nusra, foto di Caschi Bianchi e immagini di Bin Laden e altri terroristi.
Foto collegate:
ISIS bandiera .png
http://www.vietatoparlare.it/lorganizzazione-dei-white-helmets-lavoro-dei-terroristi-attenzione-immagine-esecuzione-un-soldato-siriano/

Chi c’è dietro Laura Boldrini? Forse Giorgetto Soros?

L'immagine può contenere: 5 persone, folla e spazio all'aperto
La Presidenta della camera Laura Boldrini leader di un partito che non esiste ,ma che potrebbe venire fuori come un coniglio dal cilindro,in caso di necessità ,utilizza ogni situazione per esaltare iul globalismo ovunque.
Ora è toccata al giorno del 25 Aprile.
Non si parla della povertà,non si parla della macelleria sociale,non si parla della dittatura della Ue.
Non si parla della dittatura della Nato.
Non si parla della nostra Costituzione violata,stuprata,cancellata,dell’umanità spazzata via,del fiscal compact,della censura esistente e di quella totale che si vorrebbe aggiungere.
Il fascismo non consiste tanto nel dire ma nell’obbligare a dire. Roland Barthez
Come Presidente della Camera Laura Boldrini ha creato l’innominabile,non si poteva parlare di certe persone(Napolitano).non si capisce chi l’ha nominata leader di chi e di che per rappresentare chi?
E’ alto tradimento rappresentare interessi altrui e di cosa continua a parlare ? Di destra e sinistra.
Il fascismo? Quale fascismo Laura Boldrini quello dei criminali globalismi ? Quello dei cancellatori di vita umana non solo fisica ma anche spirituale…
Questi sono tabù per la nostra Presidenta  ed ecco il solito fascismo che impedisce al mondo di progredire…
Un vero fascitone e nazistone  era Giorgetto Soros che a 14 anni godeva nel collaborare con  i nazisti per confiscare  gli ebrei dei propri beni,lo definì il periodo più bello della sua vita.
E ora Giorgetto se la prende con il fascismo ,ha scatenato tutte le sue associazioni ,ong e persone a rappresentare questo mondo malato
Questi criminali distruggono tutto e tutti e di chi è la colpa?
Dei fascismo.
La nostra Presidenta è fedele alla linea Sorosiana mai parlare di vita anzi… ma parlare sempre di fascismo.
E a questo punto se la prende con face book  ,perché non cancella le pagine che inneggiano al fascismo.
Non si interessa della censura che esiste su face book e su google,non si interessa  di questo enorme lager in cui siamo tutti dentro,spiati,osservati,censurati filtrati,questo non è fascismo è progresso  .
Alfredo d’Ecclesia


Ecco le parole della Boldrini

In Italia non sono consentite manifestazioni fasciste né atti di apologia nei confronti del fascismo.
Lo voglio ricordare oggi, anche perché l’Anpi ha prodotto una ricerca, in continuo aggiornamento, secondo la quale in Italia ci sono purtroppo circa 2700 pagine Facebook legate all’estremismo di destra. 300 di queste
apertamente apologetiche.
E questo rappresenta un pericolo reale perché, come sappiamo, Facebook è uno strumento molto frequentato dai giovani.
Lo voglio dire chiaro e tondo: l’apologia di fascismo non può essere vietata in ogni circostanza, tranne che su Facebook. Non è tollerabile!
Ho scritto a Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per denunciare questa situazione.
Da Facebook rispondono dicendo che loro hanno regole e politiche di carattere internazionale e che, solo in certe circostanze, tengono conto delle legislazioni nazionali.
Ma il fascismo non è una semplice questione di leggi locali.
Anche dagli Stati Uniti, che è il Paese in cui è nato Facebook, vennero migliaia di ragazzi in divisa a combattere per la libertà. Altro che fatto locale!
E nessuno può ignorare che l’Olocausto resta la più grande tragedia, la più terribile creatura del nazifascismo.
Non un singolo Paese, come può essere l’Italia, ma tutto il mondo moderno è frutto della sconfitta del nazifascismo.
Questa memoria e questa consapevolezza dovrebbero quindi appartenere pienamente alla politica di Facebook, in ogni Paese del mondo!
E allora, signor Zuckerberg, glielo voglio dire oggi, 25 Aprile, il giorno in cui l'Italia sconfisse il nazifascismo.
Glielo voglio dire dal palco di Bologna, città medaglia d'oro della Resistenza: prenda coraggio e cancelli una volta per tutte le pagine della vergogna!
Qui la ricerca dell'Anpi:

http://www.patriaindipendente.it/…/la-galassia-nera-su-fac…/


L'ARABIA SAUDITA E' STATA ELETTA NELLA COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLE DONNE DELL'ONU

Risultati immagini per SAUDI WOMEN MEN

Di Salvatore Santoru

L’Arabia Saudita è stata eletta alla commissione per i diritti delle donne dell'ONU(1) ed ora è uno dei paesi che vigilerà nella promozione dei diritti delle donne a livello globale.
Vi sono stati almeno cinque paesi facenti parte dell'UE che hanno votato per l'Arabia e la nomina del paese del Golfo è stata criticata da organizzazioni e attivisti, come "Un Watch".

NOTE:

(1)http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/saudi-arabia-un-womens-right-commission-un-watch-middle-east-muslim-driving-clothes-a7698536.html

(2)http://secure.unwatch.org/cms.asp?id=10513736&campaign_id=65378

https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/04/allonu-larabia-saudita-e-stata-eletta.html

Pensiero unico e mondialismo LaVerità SHOCK sugli immigrati



Unico mercato, unico popolo, unico governo, piano Kalergi in Italia ........ unica mandria di docili e stupide pecore da macello ....

lunedì 24 aprile 2017

BARILLA: GRANO DI LABORATORIO E STRANIERO


In attesa di poter leggere il nuovo numero di PuntoZero, che trovate in edicola e nel nostro shop, in gran parte dedicato al tema dell'Alimentazione consapevole, un importante contributo del giornalista investigativo Gianni Lannes, di importanza fondamentale per sapere cosa mettiamo veramente nei nostri piatti. Dello stesso autore, cogliamo anche l'occasione di segnalarvi la prossima uscita del libro "Bombe a… mare", per Nexus Edizioni.

fonte:


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/04/barilla-grano-di-laboratorio-e-straniero.html

Una volta si chiamava carità pelosa: l'umanitario funzionale al potere

Carità pelosa

Trilateral Commission, giugno 1991. David Rockfeller dice: "Siamo grati al Washington Post, al New York Times, a Time Magazine e ad altre importanti pubblicazioni i cui direttori hanno partecipato alle nostrie riunioni e rispettato la promessa di discrezione per quasi quarant'anni... Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati esposti alle luci della pubblica opinione in questi anni. Ma il mondo ora è più evoluto e preparato a imcamminarsi verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di un'élite intellettuale e degli uomini d'affari mondiali è sicuramente preferibile alla sovranità nazionale praticata nei secoli passati".
La Commissione Trilaterale è una di quelle istituzioni sovranazionali con le quali i potentati economici pensano di dominare il mondo: uno strumento di elaborazione e progettazione della dittatura mondiale. Va da sé che i "mezzi di comunicazione di massa" non possono non avere un ruolo fondamentale per chi vuole dominare il mondo.
di Sonia Savioli
"Cosa facciamo stasera, prof? Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo! Tentare di conquistare il mondo!"
Giornali, radio e televisioni (e internet per quanto possibile) devono essere sotto il loro controllo. E così è. "Siamo grati al Washington Post... e ad altre importanti pubblicazioni". Non è il caso di elencarle tutte, evidentemente.
In realtà, il dominio funziona solo se i popoli si sottomettono, ma ingannarli, confonderli, frastornarli, fuorviarli con "notizie false, esagerate, tendenziose" aiuta molto a renderli passivi, confusi, divisi, pieni di contraddizioni. In una parola, a sottometterli.
L'inganno, l'occulta censura, la mistificazione sono uno strumento imprescindibile per i dominatori. Dire il falso, tacere il vero: questo potrebbe essere il motto, oggi, dei grandi mezzi di comunicazione. Quando l'Impero però comincia a decomporsi, quando per tenere in piedi la sua struttura scricchiolante e marcescente deve vessare e opprimere e distruggere senza più alcuna mediazione o inibizione, l'inganno diventa più difficile, il malcontento e la diffidenza popolare diventano imponenti e problematici da contrastare o "convogliare". Allora l'inganno diventa un'arte e richiede nuovi attori. Per questo nella "troupe" a quel punto entrano le grandi ONG, o associazioni non-profit, o "Charity" come dicono gli inglesi. Associazioni di "carità"; cioè che chiedono a noi la carità mentre i loro funzionari e dirigenti, detti "volontari", prendono stipendi invidiabili o addirittura, i dirigenti, barche di quattrini. Volontari. Non deve essere difficile trovare chi abbia una tale volontà. E come fanno a diventare grandi, le grandi ONG? Coi soldi degli stati e dei capitalisti.
Amnesty International è finanziata dalla Commissione Europea, dal governo britannico, dalla Open Society Georgia Foundation del famigerato benefattore internazionale George Soros, solo per citarne alcuni. Irene Khan, direttrice di Amnesty, suscitò lo sdegno degli stessi attivisti andandosene con una "liquidazione" di 500.000 sterline nel 2009. Suzanne Nossel, altra direttrice di Amnesty nel 2012-2013, aveva prima lavorato per multinazionali USA della comunicazione, per il Wall Street Journal, per il Dipartimento di Stato USA dove si era distinta per le sue posizioni filoisraeliane e a favore dell'intervento USA in Afganistan. Non per niente Colin Powell dichiarò che "le ONG sono per noi una forza altrettanto importante dei combattenti armati". L'attuale direttore di Amnesty, Salil Shetty, prende uno stipendio annuale di 210.000 sterline. 
Passiamo a Save the Children, cacciata da Pakistan e Siria con l'accusa di lavorare per la CIA, che prende soldi da: Chevron, Exxon Mobil, Merck Foundation, Bank of America e molte altre multinazionali citate come sponsor sul suo sito, tra le quali naturalmente varie industrie chimiche e chimico farmaceutiche, oltre che dall'immancabile Soros e dai due benefattori mondiali Bill e Melinda Gates, dall'Unione Europea e dal governo britannico (alla faccia delle organizzazioni non governative). Uno dei suoi passati direttori, Justin Forsyth nel 2013 prendeva un salario di 185.000 sterline per salvare i bambini. Era stato prima direttore di Oxfam, poi consigliere di Tony Blair, poi direttore delle "campagne strategiche di informazione" di Gordon Brown; adesso è direttore UNICEF. Decisamente un uomo per tutte le stagioni. O forse è sempre la stessa? Nel 2014 lo stipendio (chiamiamolo così) massimo di un dirigente di Save the Children UK era di 234.000 sterline. Nel bilancio di Save the Children International il dirigente con la paga più alta prendeva 387.000 dollari.
Medici senza Frontiere nel 2010 aveva un bilancio di 1,1 miliardi di dollari. Nel 2014 il direttore di MSF USA (Doctors Without Borders) prendeva uno stipendio di 164.000 dollari l'anno, però per risparmiare viaggiava in aereo in "economic class". Tra i finanziatori di Medici Senza Frontiere ci sono Goldman Sachs, Citigroup, Bloomberg, e Richard Rockfeller, padrone e dirigente di svariate multinazionali, è stato per ventun anni presidente della filiale USA di questa organizzazione caritatevole che si è trovata spesso in situazioni ambigue sui teatri di guerra, accusata di essere di parte e non necessariamente dalla parte giusta. Accusata di lanciare falsi allarmi per false epidemie che però richiedevano vere campagne di vaccinazione. Naturalmente, anche qui non mancano Soros e Bill Gates.
E via incamerando. E redistribuendo, perché no? Vaccini a vagonate, per esempio.
Bill Gates e consorte sono proprietari delle ditte farmaceutiche che producono vaccini, danno soldi a Save the Children e Medici senza Frontiere, che ne trattengono quel che serve per i propri stipendi e il resto lo restituiscono ai patron Gates comperando i loro vaccini. I Gates scalano dalle tasse le "donazioni" che sono rientrate nelle loro tasche, i bambini africani e indiani vengono rimpinzati di vaccini e tutti vivono felici e contenti. O no? 
Della Commissione Trilaterale, lo dice la parola stessa, fanno parte tre "branche" del dominio: uomini d'affari (e con questo s'intende dirigenti e padroni di multinazionali private e pubbliche), politici (ma solo del tipo che rappresenta gli interessi dei succitati uomini d'affari), intellettuali (idem).
Degli intellettuali membri della tribù trilaterale (loro sì che "fanno rete"!) fanno parte qualche vagone di docenti universitari e rettori di università di tutto il mondo, camionate di giornalisti e direttori di giornali e media vari e... parecchi funzionari della CIA. Ma è interessante notare come la maggior parte di costoro saltellino dall'uno all'altro dei tre rami dell'albero trilaterale come allegri uccellini. Forse per ingannare la vista.
Ed è quello che fanno anche i dirigenti delle grandi e ricche ONG.
Paolo Magri, segretario generale del gruppo italiano della Trilateral Commission, è direttore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, docente di Organizzazioni internazionali all'università di Pavia, docente al master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali della IULM, membro della consulta tecnica della fondazione Giordano dell'Amore (microfinanza) e del consiglio d'indirizzo della fondazione Italia-Russia, funzionario dell'ONU e collaboratore della Italcementi e... vicepresidente del CESVI. Una delle più grosse e importanti ONG italiane, che "risponde alla fame nel mondo, all'assistenza sanitaria e alle emergenze umanitarie".
Il capitalismo globale sa che l'inganno e il tradimento sono armi fondamentali per vincere le guerre e, nella sua guerra globale, le utilizza a piene mani. Sa anche che il lavoro d'équipe è quello che dà i migliori risultati. In questo lavoro d'équipe le grandi ONG sono il nuovo strumento dell'imperialismo e del neocolonialismo. Dietro le apparenze, che ingannano tante brave e generose persone, volontari e donatori, ci sono interessi economici, politici e strategici perseguiti con maschere ingannevoli (ma sempre meno ingannevoli) e dietro regie occulte (ma sempre meno occulte).
Per capire meglio come si formano questi network e capire meglio l'influenza che ha la "casta professoriale" leggi:
http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2947-una-volta-si-chiamava-carita-pelosa-l-umanitario-funzionale-al-potere

L'ACCUSA DEL PROCURATORE DI CATANIA: 'VI SONO PROVE DI CONTATTI TRA GLI SCAFISTI E ALCUNE ONG'

Risultati immagini per ONG SCAFISTI

Di Salvatore Santoru

Il procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, è tornato sulla vicenda del traffico dei migranti e sul ruolo che avrebbero alcune ONG(1).
Secondo quanto riportato dall'Huffington Post(2) Zuccaro ha dichiarato alla "Stampa"(3) che vi sono delle prove di contatto tra gli scafisti e alcune ONG.

Più specificatamente, il procuratore ha sostenuto che "Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c'è poco da dire, discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte", e che vi sono "evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti", anche se "non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo".
Secondo Zuccaro, vi sarebbero "telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all'improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati".

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/03/migranti-frontex-accusa-le-ong-aiutano.html

(2)http://www.huffingtonpost.it/2017/04/23/il-procuratore-di-catania-abbiamo-le-prove-dei-contatti-tra-sc_a_22051500/

(3)http://www.lastampa.it/2017/04/23/italia/cronache/abbiamo-le-prove-dei-contatti-tra-scafisti-e-alcuni-soccorritori-3fCnqLKWWRHBVUiygHv65K/pagina.html?zanpid=2291268966112695296

fonte https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/04/laccusa-del-procuratore-di-catania-vi.html

domenica 23 aprile 2017

La Commissione Parlamentare di Inchiesta, le Banche e la Fiducia tradita

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di Michele Ruggiero
La Commissione Parlamentare di Inchiesta, le Banche e la Fiducia tradita
Sembra prossima al via la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario; il tema è delicato e merita una riflessione onesta ed approfondita.
La scorsa estate, tra la fine del mese di luglio ed i primi del mese di agosto, non si è fatto altro che parlare di banche, di bail in e di stress test; si è pure trattato di come affrontare la crisi di alcuni primari istituti di credito nazionali e di come individuarne i responsabili: crisi per far fronte alle quali si sono percorse strade di vario tipo (Atlante 1, Atlante 2 ecc.).
Cerchiamo, anzitutto, di semplificare questi temi la cui conoscenza, anche per grandi linee, risulta indispensabile per ogni cittadino, sì da consentire il “controllo democratico” sull’operato del governo.
Il c.d. Bail in indica una procedura di salvataggio 'interno' delle banche in caso di fallimento: quest'ultimo, così, non verrà a gravare sulla generalità dei contribuenti, ma sarà affrontato con le risorse di azionisti, di obbligazionisti proprietari di Bond subordinati e, in ultima analisi, di correntisti (di quella banca) con disponibilità sul conto maggiori di 100 mila euro.
La direttiva che regola il Bail in è stata recepita in Italia a fine 2015 ed è entrata in vigore nel nostro Paese nel 2016: inutile negare che gli Italiani siano stati messi, per così dire, di fronte al fatto compiuto e non siano stati adeguatamente e tempestivamente informati di questa importante nuova regolamentazione delle crisi bancarie.
A scongiurare proprio queste situazioni di crisi ed a certificare lo 'stato di salute' delle banche, vi sono i c.d. stress test: una sorta di verifica della solidità degli istituti di credito, operata simulando l'impatto sul bilancio e sul capitale degli istituti di credito di scenari economici complessi.
Ebbene, gli ultimi stress test condotti dall'Eba (l'Autorità Bancaria Europea) lo scorso luglio, hanno riguardato ben 51 banche europee e, tra queste, le maggiori 5 italiane che, ad eccezione di MPS, sono uscite 'a testa alta' dalla prova d'esame a riprova della complessiva solidità del nostro sistema bancario.
Come si può notare, però, tutto quello di cui si è discusso e si continua a discutere riguarda il livello di tenuta del sistema bancario e la solidità patrimoniale dei primari istituti di credito; poco o nulla, invece, si dice sul LIVELLO DI FIDUCIA di dei cittadini nei confronti del mondo delle banche.
Se si dovessero fare dei 'test' anche con riguardo alla trasparenza e alla correttezza degli istituti di credito nei confronti della clientela, specialmente quella medio piccola (retail), gli esiti sarebbero probabilmente non troppo positivi.
Ci fidiamo ancora delle banche?
Ecco l'interrogativo cruciale che sta prima di quell'altro: possono le banche fidarsi tra loro?
Se a quest'ultima domanda rispondono gli stress test, all'interrogativo precedente le banche non rispondono e se tutti gli utenti e clienti potessero fornire una risposta libera e pienamente consapevole, la valutazione non sarebbe lusinghiera.
Le ragioni del generale clima di sfiducia verso il mondo bancario si alimentano, con cadenza quasi mensile (se non giornaliera), dei piccoli e grandi scandali di cui i giornali danno conto; così, lo scandalo della Veneto Banca, della Popolare di Vicenza, delle famose 4 banche capeggiate da Banca Etruria e via cantando: storie di prestiti e finanziamenti concessi a soggetti in difficoltà economiche senza verificare la capacità di rimborso e al solo fine di dare all'esterno una immagine di solidità patrimoniale; storie di azioni dal valore drogato e messe sul mercato a prezzi incoerenti; storie di evanescenti controlli dei collegi sindacali.
Insomma, un quadro che non può ispirare grande fiducia.
Il punto è che le banche hanno subito nel tempo una autentica mutazione genetica.
In passato esse assolvevano principalmente ad una funzione: la raccolta del risparmio, peraltro tutelato dalla Costituzione in tutte le sue forme.
Con il passare del tempo (e con il precipitare dell'etica del profitto), le banche si sono spinte molto oltre quella funzione originaria ed hanno cominciato a 'fare finanza' ossia a promuovere (con il danaro proveniente dalla raccolta del risparmio) investimenti finanziari con operazioni rischiose dove - come le indagini della magistratura dimostrano - il rischio veniva puntualmente nascosto o scaricato sull'inesperta clientela.
Alla clientela, in definitiva, non si proponevano più (solo) i 'vecchi' investimenti (quali i titoli di Stato e simili prodotti), ma strumenti finanziari strutturati che, per loro natura, avevano (ed hanno) caratteristiche tali da non potere essere agevolmente comprese dalla gran parte dei risparmiatori.
Per questa ragione, occorrerebbe verificare - al di là di 'Marco verifiche come quella degli Stress Test - se il sistema bancario abbia sempre operato in condizioni di trasparenza e di rispetto delle regole; occorrerebbe, al contempo, accertare se gli organismi istituzionalmente deputati alla funzione di vigilanza - in questo caso la Banca d’Italia e la Consob – abbiano sempre fatto il loro dovere.
Quando oggi si parla di vigilanza bancaria europea (il che è in linea con un Euro Sistema BCE), si auspica un potenziamento ed efficientamento delle attività di supervisione e controllo sull'attività bancaria: segno che, forse, non sempre le strutture nazionali che prima indicavo hanno vigilato come avrebbero dovuto.
Si dovrebbe, per questo, fare autocritica e verificare se, quando gli istituti di credito hanno svolto le loro funzioni istituzionali di raccolta e gestione del risparmio privato, abbiano tutelato gli interessi della clientela loro affidatasi o solo i propri.
Si obietta che quella bancaria sia pur sempre attività d'impresa: ebbene, la risposta è agevole.
Le banche comprano e vendono il denaro come se fossero in un mercato (si parla infatti di 'mercato' del credito e di mercati finanziari), ma esistono pur sempre delle regole e la storia degli ultimi anni dimostra come queste regole siano state troppe volte calpestate.
È innegabile che i profitti delle banche si sono accresciuti anche in maniera spropositata attraverso il collocamento, presso la clientela, di prodotti strutturati assai poco trasparenti che avrebbero richiesto prospetti informativi semplici, chiari, intellegibili.
È del pari innegabile - nella vicenda delle famose 'obbligazioni subordinate' - come sarebbe stato necessario fornire alla povera e indifesa clientela, scenari probabilistici idonei ad indicare la effettiva rischiosità di quei prodotti ed i margini di effettiva remuneratività dell'investimento; il tutto, tenuto sempre conto del livello culturale del cliente e della sua propensione al rischio (ecco perché si fa una sorta di profilatura del cliente).
Troppe volte, invece, è accaduto che determinate garanzie per l'investitore restassero lettera morta e che si firmassero carte su carte senza capirne il significato e, soprattutto, le conseguenze.
Sono davvero tanti, in Italia, i processi penali in cui emerge tristemente che la vendita - da parte delle banche - di prodotti finanziari alla clientela è avvenuta in condizioni di assoluta asimmetria informativa.
Sarebbe, dunque, ora che – al di là della istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario (che, al netto di ogni polemica politica, potrebbe comunque costituire un passo avanti verso una maggiore trasparenza) il Legislatore facesse autocritica e operasse una decisa scelta di campo rendendo concreta ed effettiva tutela ai tanti cittadini che quotidianamente e con fiducia rimettono il frutto dei loro sacrifici nelle mani di istituzioni bancarie che troppo spesso quella fiducia hanno tradito.
Michele Ruggiero - magistrato
fonte https://www.facebook.com/michele.ruggiero.3511?fref=ts